Che
tra poesia e arti visive, e più in generale tra linguaggi verbali e
comunicazione mediatica, ci siano delle
connessioni è tema già caro al mondo classico. Ut pictura poesis (la poesia è come la pittura)
scriveva il poeta latino Orazio
, e "la
pittura è poesia muta e la poesia pittura parlante" il poeta greco
Simonide.
Quali però siano queste connessioni,
dopo venti secoli, è ancora discussione aperta. Un dato incontestabile è che i grandi pittori sono quasi sempre artisti di vasta
cultura, spesso conoscitori della poesia, onde trarne suggerimenti, idee e
soggetti interessanti.
Anche Anna Ciufo, artista
capace di esprimersi compiutamente sia in campo letterario che in campo
pittorico, nel suo multiforme impegno unisce in sé le qualità del poeta e del
pittore traendo dalla prima attività spunti utili alla seconda e viceversa.
Quest’artista, dalle
grandi capacità tecniche, si esprime attraverso la pittura a olio, con gli
acrilici ma anche con quella che possiamo chiamare tecnica “polimaterica”, o sperimentale , ed è in continua evoluzione e ricerca. Dipinge
immagini e situazioni non puramente tradizionali, basate sull’immaginazione e la
fantasia. Nel tempo la sua pittura è andata perdendo i contorni del
figurativo concedendosi maggiore libertà
espressiva ed aprendosi all’informale. Macchie di colore dai toni scuri,
violacei, o aranciati e rossi, di estrema efficacia visiva, dalle quali fa
intravedere occhi di donne che scrutano, interrogano, denunciando stati d'animo
personali o, in alcuni casi, malesseri sociali.
In questa atmosfera,
che inclina a suggerire angoscia esistenziale, emerge però un barlume di
speranza, insomma, un’irrequietudine interiore mista a desiderio di cambiamento,
miglioramento e trasformazione.
Adriana Ferri