Paladini
della cultura oggi di Rosario Ruggiero
Adriana
Ferri
Che ogni epoca elegga
in maniera precipua particolari valori, prediligendoli a quelli precedentemente
in auge, non implica che i valori passati siano necessariamente meno importanti
o addirittura da buttar via. E se oggi le attenzioni dei più sono fortemente
rivolte al lucro, all’immagine, alla concretezza, all’individualismo più cinico
e ad un progresso tecnologico massimamente sfrenato, questo non annichilisce
(se non nel pensiero dei più miseri, dei più superficiali e dei più ingenui) il
pregio, ad esempio, della ricerca disinteressata e della conoscenza pura,
quella, insomma, non materialmente finalizzata ma indirizzata all’appagamento
di istanze più profondamente filosofiche, né la virtù di inquadrare l’uomo in una
visione rispettosa e filantropica, non biecamente utilitaristica, l’importanza
della tutela delle diversità contro l’omologazione, o l’esercizio dell’arte
come palestra delle migliori emozioni ed impagabile edificazione dell’anima.
Ma sono valori, questi
ultimi, che torneranno mai in gloria?
Sarebbe bene
augurarselo.
Nel frattempo massimo
merito vada a quanti li mantengono attualmente in vita, coltivandoli con
fatica, sofferenza e, purtroppo, senso di isolamento. Tra questi, Adriana Ferri,
avvocato per professione, ma con una passione per il mondo delle muse da sempre
che sin da fanciulla le faceva vagheggiare l’attività di architetto, iniziare
studi musicali, scrivere poesie (una anche pubblicata da una rivista) e ricevere,
ancora bambina, il lusinghiero invito a prendere qualche lezione di disegno,
attitudini represse però dal padre, imperiosamente propenso a studi che
offrissero maggiori garanzie lavorative (secondo proprio i valori del suo
tempo, dei suoi luoghi, del suo stato sociale). Oggi, però, ad Adriana Ferri,
inserita nel mondo del lavoro, l’antica passione, mai assopita è potuta
prepotentemente risorgere, e allora tele, pennelli, colori, insegnamenti
avidamente assorbiti da libri, da filmati, dai sodali, dai grandi maestri del
passato, da maestri del presente, le prime mostre, i primi concorsi, ed ecco
venir fuori una produzione già copiosa ed in inarrestabile evoluzione tecnica e
stilistica che, partita dalle prime ingenue raffigurazioni di paesaggi, passata
per il severo, prezioso tirocinio delle copie, oggi si esprime con personalità,
gradevolezza ed individuale patrimonio concettuale ed emotivo. Nel frattempo
anche l’approdo alla scultura in ceramica, e con risultati straordinariamente gratificanti.
L’arte è espansione di
umanità attraverso un opportuno tecnicismo, il tecnicismo si acquisisce con
attenzione, volontà, esercizio, intelligenza e perseveranza, l’umanità si nutre
delle ambasce della quotidianità, delle privazioni, dei sogni, dei desideri,
dei sacrifici, della continua risoluzione di problemi esistenziali, finanche
delle passioni represse per anni ma che, se veramente solide, sono ben dure a
morire, rendendo poi la pariglia ai passati periodi infausti con una esplosione
di esiti ammirevoli che non può lasciare indifferenti. Come non può certo
lasciare indifferenti tanto esemplare e felicemente risolta abnegazione.
Articolo pubblicato sul bimestrale Il Gruppo-La Cultura-Le Idee
"BREVE" N. 3 -GIUGNO 2016
