La
pittura di Elena Ostrica, caratterizzata da uno stile simbolico, risulta
assolutamente riconoscibile per la solarità che sprigiona, i disegni netti ed essenziali ed il messaggio
che sempre custodisce qualcosa che ricorda la vita. In essi, tutto è illuminato
da un’esplosione di bagliori cromatici.
Potremmo
dire che, nella sua dimensione stilistica, il colore abbia un ruolo
preponderante, quasi la possegga; il colore è luce, è calore, è vita. Si tratta
di una policromia che si eleva a forma poetica nel momento in cui la Nostra
coglie l’inafferrabile per andare oltre ogni confine e innalzarsi verso il
trascendente.
Ma
la comunicazione si materializza anche attraverso il gioco delle linee: mentre
i colori rafforzano il linguaggio del cuore, le figure segnano il confine tra
il silenzio e la voce dell’anima che avverte la necessità di comunicare. Si
tratta di un dualismo costante ed accattivante, al cui interno la Ostrica modula
la propria ricerca espressiva: realtà e sogno, silenzio ed esplosione,
staticità e dinamismo, materia e spirito.
Nell’opera
“Memorie”, che costituisce l’immagine di copertina, ad esempio, la centralità
dell’albero spoglio che padroneggia su uno sfondo accennato, lontano dalla
quotidianità, richiama ad una realtà che si contrappone al sogno,
all’immaginario, introducendo alla sfera dello spazio infinito, quasi una
mediazione tra ciò che è avvenuto e ciò che è stato percepito.
L’appiattimento
delle figure, che caratterizza tutte le opere, posto a rappresentare il
silenzio dell’anima, si sposa con l’esplosione del colore, volto ad esprimere
il flusso vitale e, ancora, la staticità delle figure che sembrano
cristallizzate in uno scatto fotografico, si oppone alla plasticità e
dinamicità delle posture in un condensato di espressioni che vanno oltre il
linguaggio visivo e che inducono la mente del fruitore ad andare oltre il
visibile. Elena Ostrica, infatti, lascia allo spettatore assoluta libertà di
interpretazione delle sue opere nelle quali il pensiero diventa immagine
destinata, attraverso lo sguardo e le riflessioni del fruitore, a
riassumere forma di concetto.
In
“Remember”, le farfalle che racchiudono in sé la metamorfosi, il mutamento
della bellezza che si lascia dietro la natura di bruco, si contrappongono allo
sfondo rosso che fa intuire la figura circolare di un sole che tramonta
(sorge?) fungendo da trait d’union tra la natura e le figure umane,
illuminandone il medesimo scenario.
La
filosofia Platonica e Neoplatonica attribuivano alla figura del cerchio
l’essenza della perfezione; il cerchio-sole
è, appunto, figura ricorrente nelle opere della Ostrica che sembra
ritenerla indispensabile affinchè il proprio messaggio risulti chiaro,
leggibile, categorico nell’esaltazione della perfezione di un Universo che
l’essere umano non avrebbe mai dovuto oltraggiare.
I
concetti vengono espressi attraverso uno stile modernissimo che funge da
disgregazione e rottura nei confronti della tradizione; il superamento di una
pura reductio ad stilum, dunque, che
tuttavia non penalizza quella complessità concettuale che sempre dovrebbe
connotare l’artista, cioè l’interprete privilegiato della realtà e delle
emozioni.
In
ogni dipinto tempo e spazio restano sospesi nella magica orchestrazione di un
tratto figurativo che, intenzionalmente, non si sofferma a definire i connotati
fisici ed espressivi delle sagome umane, nell’intento ben riuscito di affermare
con passione l’appartenenza di ogni persona ad una sola, grande “categoria”,
quella Umana, che non necessita di differenziazioni etniche, sessuali, sociali,
estetiche.
Elena
Ostrica ascolta i suoni del mondo, anche quelli più stridenti, ma è sempre
pronta a valicare montagne con il supporto dell’amore per la vita e l’energia
della fede, connubio efficace affinchè, oltre l’ombra della notte, possa sempre
splendere la speranza.
Anna
Ciufo