Donatella Blundo, maestra delle arti applicate, trent’anni
e forse più dedicati con passione all’antichissima arte della ceramica la fanno
considerare una tra le più valide rappresentanti
della tradizione della scultura e della ceramica campana. La competenza
professionale nel suo mestiere e l’immagine creativa fanno di lei un’ artista
dalla forte personalità operando nell’assottigliare sempre più quella
linea ideale di confine tra arte ed
artigianato. Per lei l'arte è uno strumento per esplorare l'Essere e fare emergere dal profondo le emozioni ed i
pensieri più reconditi . La materia si
fa duttile nella sapiente manipolazione dell’artista, le sue mani
plasmano mirabili figure,
vive, eleganti e piene di fascino, a rappresentare la simbologia della vita. Nelle
sue opere modernità e classico, realismo e fantastico, verità e sogno,
coesistono armoniosamente, il segno e la forma si aprono al nuovo senza tradire la genuina fede
verista alla quale l’artista si sente legata.
Meravigliose sono le sue
composizioni a tutto tondo così come i soggetti che arricchiscono le scenografie dei presepi,
personaggi d’epoca , nobili e del mondo
contadino modellati in terracotta dipinta ad olio ispirati al presepio
napoletano del ‘ 700.
Che sia stato San Francesco a realizzarlo per la
prima volta nella Santa Notte di Greccio del 1223 e che il suo ordine fu il primo a favorire la diffusione delle
rappresentazioni sacre a tutto tondo è noto ai più ma è il '700 il secolo d'oro
dell'arte del presepe particolarmente a Napoli.
Il presepio, pur mantenendo la sacralità della sua funzione, si
arricchiva di elementi e personaggi che ricordavano la vita quotidiana e riflettevano la cultura, situazioni e costumi della
Napoli dell'epoca, rappresentate erano
dunque le miserie del popolino con gli storpi e i diseredati , gli splendori dei nobili orientali e delle
loro corti con vesti sfarzose arricchite di ori ed argenti e l'osteria con l'avventore e l'oste. Luoghi di
queste rappresentazioni non erano solo le chiese ma anche le stanze dei privati
più facoltosi, tant’è che sotto l'influsso del re, nobili e
ricchi borghesi , usandolo come pretesto per fare sfoggio di cultura, ricchezza
e potenza, gareggiavano nell'allestire impianti scenografici giganteschi e
spettacolari investendo capitali per assicurarsi i pastori più belli realizzati
dagli artisti più rinomati.
Su questi temi
si sono cimentati insigni scultori come Giuseppe Sammartino
(autore dell’opera più famosa e
suggestiva al mondo“ Il Cristo velato” posto
al centro della navata della Cappella Sansevero) ed i Vaccaro Domenico Antonio
e Lorenzo e con loro si è arrivati anche a mescolanze di sacro e di profano,
addirittura alla confusione di epoche storiche diverse (l'antica e la
contemporanea) e all'intrusione di elementi esotici, poeti e drammaturgi, solo per citarne alcuni, si pensi alla famosa” Cantata dei pastori” di
Raffaelle Viviani ed al celeberrimo “Natale in casa Cupiello” di Edoardo De
Filippo.
"Il
presepio è il Vangelo tradotto in dialetto partenopeo" affermò Michele
Cuciniello, il collezionista napoletano che fece dono al Museo di San Martino
della sua collezione di "pastori", animali e accessori del XVII e XIX
secolo ancora oggi li magnificamente visibili.
Così come vuole la secolare tradizione , Donatella Blundo
realizza anche su commissione, con abbondanza di materiali diversi e cura
esasperata per i particolari ,scenari suggestivi e figure
con manichini in filo metallico ricoperto di stoppa, le teste e gli arti
snodabili in terracotta , vestite di tessuti di pregio,
sete, agghindate con gioielli in materiale preziosi. Volti, corpi, femminili o maschili,
carichi di una tensione muscolare che è al tempo stesso azione, così accurati dai quali è possibile cogliere con immediatezza anche le sfumature
più improvvise e passeggere di un volto o di un gesto. Non a caso la maestra, attraverso la produzione di
ceramiche e terrecotte, ha guadagnato numerosissimi riconoscimenti e
apprezzamenti.
contatti: e mail : donatellablundo@gmail.com
cell: 3450608618
Adriana Ferri

