giovedì 17 aprile 2014

ANNA CIUFO artista tra poesia e pittura

Che tra poesia e arti visive, e più in generale tra linguaggi verbali e comunicazione mediatica,  ci siano delle connessioni è tema già caro al mondo classico. Ut pictura poesis (la poesia è come la pittura) scriveva  il poeta latino Orazio, e "la pittura è poesia muta e la poesia pittura parlante" il poeta greco Simonide.
Quali però siano queste connessioni, dopo venti secoli, è ancora discussione aperta. Un dato incontestabile è che i grandi pittori sono quasi sempre artisti di vasta cultura, spesso conoscitori della poesia, onde trarne suggerimenti, idee e soggetti interessanti.
Anche Anna Ciufo, artista  capace di esprimersi compiutamente sia in campo letterario che in campo pittorico, nel suo multiforme impegno unisce in sé le qualità del poeta e del pittore traendo dalla prima attività spunti utili  alla seconda e viceversa.
Quest’artista, dalle grandi capacità tecniche, si esprime attraverso la pittura a olio, con gli acrilici ma anche con quella che possiamo chiamare tecnica polimaterica”, o sperimentale , ed è  in continua evoluzione e ricerca. Dipinge immagini e situazioni non puramente tradizionali, basate sull’immaginazione e la fantasia. Nel tempo la sua pittura è andata perdendo i contorni del figurativo  concedendosi maggiore libertà espressiva ed aprendosi all’informale. Macchie di colore dai toni scuri, violacei, o aranciati e rossi, di estrema efficacia visiva, dalle quali fa intravedere occhi di donne che scrutano, interrogano, denunciando stati d'animo personali o, in alcuni casi, malesseri sociali.
In questa atmosfera, che inclina a suggerire angoscia esistenziale, emerge però un barlume di speranza, insomma, un’irrequietudine interiore mista a desiderio di cambiamento, miglioramento e trasformazione.
Adriana Ferri

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