venerdì 31 ottobre 2014

Dualismo e vita nella pittura di Elena Ostrica.


La pittura di Elena Ostrica, caratterizzata da uno stile simbolico, risulta assolutamente riconoscibile per la solarità che sprigiona,  i disegni netti ed essenziali ed il messaggio che sempre custodisce qualcosa che ricorda la vita. In essi, tutto è illuminato da un’esplosione di bagliori cromatici.
Potremmo dire che, nella sua dimensione stilistica, il colore abbia un ruolo preponderante, quasi la possegga; il colore è luce, è calore, è vita. Si tratta di una policromia che si eleva a forma poetica nel momento in cui la Nostra coglie l’inafferrabile per andare oltre ogni confine e innalzarsi verso il trascendente.
Ma la comunicazione si materializza anche attraverso il gioco delle linee: mentre i colori rafforzano il linguaggio del cuore, le figure segnano il confine tra il silenzio e la voce dell’anima che avverte la necessità di comunicare. Si tratta di un dualismo costante ed accattivante, al cui interno la Ostrica modula la propria ricerca espressiva: realtà e sogno, silenzio ed esplosione, staticità e dinamismo, materia e spirito.
Nell’opera “Memorie”, che costituisce l’immagine di copertina, ad esempio, la centralità dell’albero spoglio che padroneggia su uno sfondo accennato, lontano dalla quotidianità, richiama ad una realtà che si contrappone al sogno, all’immaginario, introducendo alla sfera dello spazio infinito, quasi una mediazione tra ciò che è avvenuto e ciò che è stato percepito.
L’appiattimento delle figure, che caratterizza tutte le opere, posto a rappresentare il silenzio dell’anima, si sposa con l’esplosione del colore, volto ad esprimere il flusso vitale e, ancora, la staticità delle figure che sembrano cristallizzate in uno scatto fotografico, si oppone alla plasticità e dinamicità delle posture in un condensato di espressioni che vanno oltre il linguaggio visivo e che inducono la mente del fruitore ad andare oltre il visibile. Elena Ostrica, infatti, lascia allo spettatore assoluta libertà di interpretazione delle sue opere nelle quali il pensiero diventa immagine destinata, attraverso lo sguardo e le riflessioni del fruitore, a riassumere  forma di concetto.
In “Remember”, le farfalle che racchiudono in sé la metamorfosi, il mutamento della bellezza che si lascia dietro la natura di bruco, si contrappongono allo sfondo rosso che fa intuire la figura circolare di un sole che tramonta (sorge?) fungendo da trait d’union tra la natura e le figure umane, illuminandone il medesimo scenario.
La filosofia Platonica e Neoplatonica attribuivano alla figura del cerchio l’essenza della perfezione; il cerchio-sole  è, appunto, figura ricorrente nelle opere della Ostrica che sembra ritenerla indispensabile affinchè il proprio messaggio risulti chiaro, leggibile, categorico nell’esaltazione della perfezione di un Universo che l’essere umano non avrebbe mai dovuto oltraggiare.
I concetti vengono espressi attraverso uno stile modernissimo che funge da disgregazione e rottura nei confronti della tradizione; il superamento di una pura reductio ad stilum, dunque, che tuttavia non penalizza quella complessità concettuale che sempre dovrebbe connotare l’artista, cioè l’interprete privilegiato della realtà e delle emozioni.
In ogni dipinto tempo e spazio restano sospesi nella magica orchestrazione di un tratto figurativo che, intenzionalmente, non si sofferma a definire i connotati fisici ed espressivi delle sagome umane, nell’intento ben riuscito di affermare con passione l’appartenenza di ogni persona ad una sola, grande “categoria”, quella Umana, che non necessita di differenziazioni etniche, sessuali, sociali, estetiche.
Elena Ostrica ascolta i suoni del mondo, anche quelli più stridenti, ma è sempre pronta a valicare montagne con il supporto dell’amore per la vita e l’energia della fede, connubio efficace affinchè, oltre l’ombra della notte, possa sempre splendere la speranza.
Anna Ciufo



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