lunedì 23 maggio 2016

Paladini della cultura oggi - Adriana Ferri





Paladini della cultura oggi di Rosario Ruggiero



Adriana Ferri

Che ogni epoca elegga in maniera precipua particolari valori, prediligendoli a quelli precedentemente in auge, non implica che i valori passati siano necessariamente meno importanti o addirittura da buttar via. E se oggi le attenzioni dei più sono fortemente rivolte al lucro, all’immagine, alla concretezza, all’individualismo più cinico e ad un progresso tecnologico massimamente sfrenato, questo non annichilisce (se non nel pensiero dei più miseri, dei più superficiali e dei più ingenui) il pregio, ad esempio, della ricerca disinteressata e della conoscenza pura, quella, insomma, non materialmente finalizzata ma indirizzata all’appagamento di istanze più profondamente filosofiche,  né la virtù di inquadrare l’uomo in una visione rispettosa e filantropica, non biecamente utilitaristica, l’importanza della tutela delle diversità contro l’omologazione, o l’esercizio dell’arte come palestra delle migliori emozioni ed impagabile edificazione dell’anima.
Ma sono valori, questi ultimi, che torneranno mai in gloria?
Sarebbe bene augurarselo.
Nel frattempo massimo merito vada a quanti li mantengono attualmente in vita, coltivandoli con fatica, sofferenza e, purtroppo, senso di isolamento. Tra questi, Adriana Ferri, avvocato per professione, ma con una passione per il mondo delle muse da sempre che sin da fanciulla le faceva vagheggiare l’attività di architetto, iniziare studi musicali, scrivere poesie (una anche pubblicata da una rivista) e ricevere, ancora bambina, il lusinghiero invito a prendere qualche lezione di disegno, attitudini represse però dal padre, imperiosamente propenso a studi che offrissero maggiori garanzie lavorative (secondo proprio i valori del suo tempo, dei suoi luoghi, del suo stato sociale). Oggi, però, ad Adriana Ferri, inserita nel mondo del lavoro, l’antica passione, mai assopita è potuta prepotentemente risorgere, e allora tele, pennelli, colori, insegnamenti avidamente assorbiti da libri, da filmati, dai sodali, dai grandi maestri del passato, da maestri del presente, le prime mostre, i primi concorsi, ed ecco venir fuori una produzione già copiosa ed in inarrestabile evoluzione tecnica e stilistica che, partita dalle prime ingenue raffigurazioni di paesaggi, passata per il severo, prezioso tirocinio delle copie, oggi si esprime con personalità, gradevolezza ed individuale patrimonio concettuale ed emotivo. Nel frattempo anche l’approdo alla scultura in ceramica, e con risultati straordinariamente gratificanti.
L’arte è espansione di umanità attraverso un opportuno tecnicismo, il tecnicismo si acquisisce con attenzione, volontà, esercizio, intelligenza e perseveranza, l’umanità si nutre delle ambasce della quotidianità, delle privazioni, dei sogni, dei desideri, dei sacrifici, della continua risoluzione di problemi esistenziali, finanche delle passioni represse per anni ma che, se veramente solide, sono ben dure a morire, rendendo poi la pariglia ai passati periodi infausti con una esplosione di esiti ammirevoli che non può lasciare indifferenti. Come non può certo lasciare indifferenti tanto esemplare e felicemente risolta abnegazione.

Articolo pubblicato sul bimestrale Il Gruppo-La Cultura-Le Idee

"BREVE"  N. 3 -GIUGNO 2016


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