E’una personalità di primo piano nel panorama culturale
non solo campano ma nazionale, un uomo di grande cultura e dalla grande
umanità. Decano dei maestri delle arti
figurative, artista poliedrico, pittore scultore ceramista, tra i massimi
maestri del futurismo, movimento artistico- letterario del novecento. La sua biografia è lunghissima
e prestigiosa, 70 anni e più
dedicati all’arte e alla sperimentazione di tecniche avanguardiste, allo
studio, agli impegni politico-sociali, lotta contro l’analfabetismo.
Nasce a (AV) Pratola Serre piccolo centro sull’Appia
Antica il 6/7/1917. Ancora infante,
presso la bottega artigianale del nonno, considerato un tuttofare e del padre
ebanista, impara ad usare gli attrezzi del mestiere, materiali per decoro e i
primi rudimenti del disegno quegli
stessi che da adulto gli permetteranno di esternare la innata passione per
l’arte. La sua indole irrequieta alla continua ricerca del nuovo, associato al
contesto politico dell’epoca , lo portano ad allontanarsi dal paese natio. Viene così mandato ad Avellino a frequentare
la scuola d’arte e mestieri e poi a
Napoli dove si diplomerà a pieni voti in
Ceramica al Regio Istituto d’Arte e in pittura all’Accademia delle Belle Arti,
dove, ha come maestri P. Gaudenti, M.
Maccari, E. Notte, A. Monteleone. Di quegli anni il maestro Leone ama ricordare la figura del maestro Settimio Lauriello come un personaggio aperto alle
sperimentazioni delle avanguardie, in particolare del Futurismo e il suo
incontro con Marinetti, avvenuto proprio ad Avellino, l’occasione fu una
«performance» di Marinetti che come ricorda Leone indicò dimensioni nuove
costruendo suggestioni nuove con il fumo di una sigaretta.
Nel 1939 conoscerà Maria Padula, pittrice dal
forte temperamento e dall’impronta figurativa.,che allora frequentava i primi
anni dell’Accademia. Ne nascerà un amore e un sodalizio nell’arte e nella vita. Nel
1940 espone alla XXII Biennale di Venezia (segnalato terzo) con un affresco,
“Le nuove Città” ( detto affresco , la BIENNALE di Venezia
l’espone nello stesso anno a Zurigo “ Mostra dei pittori e scultori
italiani “).
Nel 1940 vince la
borsa di studio “Domenico Morelli” all’ Accademia di Belle Arti di Napoli.
Partecipa, insieme con Rocco Scotellaro, Manlio Rossi
Doria, Carlo Levi, Tommaso Pedio, Concetto Valente, al movimento di riscatto
culturale che negli anni ’50 interessa la Lucania e tutto il Mezzogiorno,
diventa un meridionalista «indigeno originario di Montemurro», come di lui
diceva Leonardo Sinisgalli
È presente con Remigio Claps, Francesco
Ranaldi, Carlo Levi, Luigi Guerricchio ad una retrospettiva di pittori lucani
organizzata a Napoli nel 1957. Durante la stagione del Neorealismo italiano,
espone in numerose mostre nazionali e internazionali; nel 1961 realizza, su
incarico del Ministero del Lavoro, l’allestimento del Padiglione IRI Italia ’61
a Torino ed espone in quell’occasione , tra l’altro “la Dea Trifase”,
scultura collocata poi nel Centro IRI “ANGIFAP” Napoli.
Nel
2002 la “Dea Trifase” sarà sistemata in una piazza a San
Giorgio a Cremano-Na-
Tra il 1966 e il 1979 dirige gli Istituti d’Arte di
Potenza, di Cascano, di Sessa Aurunca (Caserta), di San Leucio (Caserta) e
l’Istituto Statale d’Arte “Boccioni” di Napoli. È uno degli artisti di maggior
spessore del panorama lucano.
Partecipa a numerose
mostre nazionali ed internazionali e sue opere sono esposte in musei, chiese ed
edifici pubblici.
Tra
i maggiori riconoscimenti ricevuti ha ottenuto il secondo premio alla mostra
del ''Paesaggio irpino'' ad Avellino nel 1941; il 1° premio a Potenza alla
mostra del ''Risorgimento lucano'' nel 1948; partecipa al Premio Mirò a
Barcellona nel 1970; realizza medaglie per la zecca dello stato tra cui la medaglia commemorativa per il bimillenario
virgiliano, coniata dalla Zecca nel 1981
e riceve il Primo Premio alla Mostra di ceramica di Ischia (1991), dal
1988 è socio corrispondente della società Nazionale di Scienze, lettere e Arti
in Napoli.
Autore di significative opere pubbliche,
importanti anche per le diverse tecniche usate: affresco, mosaico, ceramica
maiolicata, vetrata, graffito: le formelle in bronzo
della Via Crucis nella Chiesa di S. Pietro in Camerellis di Salerno, due grandi
pannelli per la facciata dello stadio “Simonetta Lamberti di Cava dei Tirreni, affreschi a
Benevento presso la Rocca dei Rettori e a Spinoso presso la Chiesa della
Madonna Assunta; il ciclo dei mosaici della
Chiesa del Seminario di Sessa Aurunca e presso la Chiesa di Sant'Antonio di Corleto
Perticara (Pz); vetrate presso il Duomo di Benevento e collezioni private;
graffiti polistrato: ''Il circo'' presso casa Ricotti, Potenza e ''Ovo
Matematicus, omaggio a Leonardo Sinisgalli, presso il municipio di Montemurro
(Pz) ,
tre dipinti nella Chiesa di Sant’Anna a Potenza, pannelli in bronzo
per la porta centrale del Duomo di Messina.
Nel 2007 dona alla
città di Napoli la scultura in bronzo “Il gallo” posizionata a Castel dell’Ovo
in una suggestiva finestrella ad arco, incorniciata dal cielo di Napoli, con
vista sul mare e sul Vesuvio.
La sua espressione
artistica si è evoluta tra i due estremi del racconto figurativo, trasfigurato
da un personale surrealismo tragico e l’amore dei recuperi, attraversati da una
potente ironia verso il consumismo postindustriale. Il tutto è
sempre governato da una forte capacità di trasfigurazione delle
forme e da una incomparabile maestria tecnica.
Hanno scritto sulla
sua attività di artista, critici d’arte noti in campo nazionale e
internazionale.
Adriana Ferri
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