Troppo spesso quando si parla del fantastico , sensibile ed
inesauribile mondo dell’arte e della cultura il nostro pensiero va
esclusivamente agli artisti ed al loro prodotto . Bello o brutto che sia è
questo che fa discutere pubblico e critica dimenticando che c’è anche un dietro
le quinte. Ed è proprio in questo spazio che si colloca o meglio viene relegata
la figura dell’associazione culturale il più delle volte ignorata dalle
istituzioni o mal tollerata proprio da coloro
i quali dovrebbero essere l'oggetto delle loro attenzioni, i cittadini-utenti e
ciò perché nell’immaginario collettivo l’arte contemporanea, così come le altre
discipline intellettuali, sono considerate più un hobby che una professione.
Eppure l’associazione svolge un ruolo essenziale, nasce come forma
alternativa di partecipazione attiva per lo sviluppo sociale e culturale di
un’intera comunità.
Condividere le passioni per la letteratura, arte, cinema, difendere le
tradizioni che stanno scomparendo, discutere di politica, economia è certo
l’elemento trainante del gruppo ma non basta perché un’associazione
realizzi il suo scopo. Sicuramente una
buona preparazione culturale di base è fondamentale, ma è altrettanto necessario
avere intuito per il nuovo ma conoscere anche il passato per riconoscere il
quoziente di ’innovazione” di un’opera d’arte contemporanea, specie di un
artista emergente, avere spirito organizzativo, saper lavorare in team e
soprattutto avere anche competenze amministrative: se non si sa amministrare i
budget, spesso esigui, è impossibile organizzare e realizzare un progetto.
Ma se si vuole che la gente ami la cultura si
deve fare in modo che abbia motivo di amarla e che trovi in essa il motore di
sviluppo economico e sociale per un territorio.
Ed è proprio in quest’ottica di professionalità che si
devono muovere oggi le associazioni e impegnarsi nell’ambizioso
progetto di sensibilizzazione
della cittadinanza nei confronti del nostro patrimonio artistico-
culturale contemporaneo. Operare
affinché la gente comprenda che cultura
non è solo qualcosa di astratto, per pochi, ma è anche la propria storia,
qualcosa che incide sul proprio modo di parlare, vivere …
Per arrivare alla condivisione di un ambizioso progetto
culturale così complesso, forti della passione per l’arte e la tenacia nell’affrontare le difficoltà
imposte da una società frenetica e poco incline ad investire anche solo
del tempo in campi non strettamente economici, è necessario: 1) il costante coinvolgimento dei
giovani, offrendo loro stimoli aiutandoli ad acquisire competenze professionali
idonee anche in un futuro inserimento nel mondo del lavoro, 2) coerenza con la
propria convinzione che la cultura sia risorsa importante per lo sviluppo locale,
3) stimolarne l’attiva di partecipazione-associazionismo- idoneo a creare il
legame indissolubile tra la cultura, le tradizioni e le risorse del territorio
di appartenenza. Promuovere, quindi, la collaborazione con imprenditori locali
allo sviluppo di competenze specifiche del settore culturale: trasporti
specializzati, allestimenti, elaborazioni grafiche, stampa di cataloghi e
affini, comunicazione, promozione, operatori turistici, albergatori e
ristoratori per migliorare l’accoglienza turistica nell’area territoriale di
appartenenza, con le associazioni dei
commercianti per difendere la piccola distribuzione all’interno dei centri
storici e con gli artigiani per la promozione dei prodotti locali di qualità.
Progetto ambizioso
ma non utopistico.
Adriana Ferri
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