lunedì 8 aprile 2013

Riflessioni: Quando un’opera può dirsi d’arte?



Come si fa a capire, o decidere, quando un quadro, o una scultura, un libro , una poesia è un’opera d’arte? Rispondere al quesito non è cosa facile, presuppone la conoscenza del concetto di «arte» ma anche in questo caso non esiste una risposta univoca o un metodo infallibile per stabilire cosa è «arte».  
 Se arte è il prodotto della creazione umana diremo che tutto quello che  produce l’uomo (sedia, automobile e altro) per definizione diventa arte, ebbene no. Che  cosa manca perché si possa dire di quella sedia che è una vera opera d’arte? Manca un quid. Su questo quid si sono succedute teorie filosofiche, letterarie a volte condivise a volte contraddittorie, personalmente faccio mia la teoria del Benedetto Croce.  Secondo il filosofo l’arte è intuizione pura, lirica, attività spirituale . Il soggetto percepisce interiormente, in modo inconsapevole, lo svilupparsi dell’immagine artistica e la esprime. Questa intuizione artistica non è propria solo dei grandi artisti, dei geni, ma appartiene ad ogni persona, che sa ricreare e fruire della creazione del genio, infatti se non fosse così il genio non sarebbe un uomo, e del resto gli altri uomini non potrebbero capirlo. L’arte non ha vincoli espressivi è  libera, non è subordinata a nulla, al piacere, all’utile, alla morale. Con ciò non si vuol dire che viene negata all’artista la possibilità di esprimere dei valori morali, religiosi, filosofici attraverso la propria opera, ma essi non sono l’opera, intuizione/espressione, ma la integrano.
Dall’arte come intuizione, Croce distingue l’estrinsecazione dell’espressione: mentre il primo elemento è caratterizzato dal sentimento, il secondo  dalle tecniche, è quindi dall’attività pratica di comunicazione con linguaggi diversi che generano la poesia, letteratura, musica ,danza, arti visive e altro.
Sulla base delle considerazioni su svolte mi sento di rispondere che l’artista, rappresentando le cose non come sono, ma come le sente dentro di sé: belle, brutte, significative, lodevoli, riprovevoli, deve possedere qualità come la chiarezza, limpidezza e precisione della espressione, il ritmo e l’intonazione appropriati delle sue immagini. Questi sono gli elementi necessari di ogni rappresentazione artistica,  indispensabili a far giudicare un artista genio, perché al posto di esprimersi coi modi tradizionali e adeguati al gusto comune, si serve di un linguaggio del tutto personale e originale.Mi piace concludere con una frase di una giovanissima "filosofa" di 12 anni Enrica Maria Aiello  “l’ opera d’arte la vedi senza vederla , occorre solo un gran cuore che sappia raccogliere l’emozione dell’artista”.

Adriana Ferri                   



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