lunedì 13 maggio 2013

Adriana Ferri - Sciogli il suo canto voluttuosamente e nostalgicamente libero


 Recensione

Il paesaggio, non alido fondale, o completamento della narrazione pittorica, assurge a ruolo di protagonista assoluto nella pittura di Adriana Ferri. I suoi colori, armoniosamente compattati col segno, declinati tono su tono in una pasta cromatica ora leccata, ora addensata, aggrumita, scagliata spesso elargita in mezze tinte smorzate, terragne, smoccolate, lievi e vitali, si fanno paradigmatica sedimentazione di stati d’animo che scintillanti nella rarefatta consistenza della penombra, rimandano, senza ibridazioni volute ai “paesaggi dell’animo” di Fiedrich. Senza smarginare in accentuazioni aspre, tumultuose, scomposte, senza furbesche concessioni a leziosità e sovrabbondanze neobarocche, oggi  tanto astutamente riscoperte e senza scorciatoie minimaliste. Adriana Ferri dipinge il bello, inquieto ed  incantato dipinge la struggente malinconia e la pace, dipinge tremori , incarnamenti, sospiri, dipinge turgidi ed evanescenti ripiegamenti di intimità socchiuse. Le sue acque, i suoi boschi incantati, i suoi cieli un po’ tersi, un pò persi, un pò ombrosi, ci trascinano in atmosfere sospese nel sogno, in fluttuazioni di reale, di fiaba e melia che si insinuano,come carezza, nelle nostre urgenze interiori e vi sostano, lievi .In una malinconia frale, dolcissima, assorta, intimamente rielaborata e traslata nella sua preziosa resa pittorica. Adriana Ferri sciogli il suo canto  voluttuosamente e nostalgicamente libero, oltre le costipanti paratie di movimenti e scuole che tanto limitano l’esplicitazione di un’autentica sensibilità artistica.
 
Prof. Luigi Crescibene

Dal quotidiano Il Roma del 9.2.2013

http://www.adrianaferri.wix.com/arte

 http://www.youtube.com/watch?v=gXIj7tqm_kI

http://it.calameo.com/read/003986490754ff1d0c0da

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